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Diario di viaggio

11° TAPPA - 06 Maggio - Tirana- Durres – Lushnje – Fier - Vlore - km 165

- Tempo di percorrenza ore 7
- Media oraria: 26 km/h

Ci prepariamo di tutto puntino e con i giubbotti impermeabili: le biciclette sono sfavillanti dopo le cure ricevute poche ore prima, ma iniziamo sotto una pioggerella insistente che ci terrà compagnia per l’intera giornata. Strade bruttissime, molto fango e terriccio. Restiamo in sella dalle 8.30 sino alle 16.30 circa salvo due soste: una per necessità fisiologiche ed una seconda per prenderci qualcosa. E’ anche freddino e la pioggia non accenna a smettere, meglio pedalare e vedere di raggiungere quanto prima la conclusione della tappa e l’albergo. Strade con buche vistose, ma che non sempre possiamo aggirare se non col rischio di venire a contatto e di arrotarci; le forature coinvolgono Piasini, Terrenghi ed il possente Modesti che conferma di avere grandissime doti fisiche, pedalando da autentico fondista: più la distanza aumenta e più a lui riesce a tenere il ritmo che a volte viene rallentato proprio per conservare la compattezza del gruppo. Ne scaturisce una frazione terribile non solo per le condizioni atmosferiche, ma per la condizione della sede stradale.C’è Sironi che non molla il fischietto un attimo: è il suo segnale che si fa sentire quando viene imposto lo stop al drappello o quando lo stesso deve ripartire. Il gruppo è già diminuito di parecchie unità e ad Istambul ci lascerà anche il dott. Savio che di giorno in giorno aumenta in tenuta ed elasticità migliorando le sue performance. Ecco come il rodaggio di circa 1.500 km. può già dare effetti ultrapositivi. Dalle abitazioni, le poche che troviamo allineate ai bordi della strada, si intuisce della povertà di questo paese. L’arrivo in albergo è una “liberatoria” per tutti noi pedalatori. Chi sta sul camion o sul piccolo bus da dieci posti al coperto non ha problemi, ma chi deve procedere sotto l’acqua …ne verifica gli effetti all’arrivo quando dobbiamo metterci a fare bucato. Maglie e pantaloncini riversano un’acqua nerastra per via di fango e spruzzi assorbiti nel corso della tappa. Occorre effettuare almeno due-tre lavaggi per riottenere indumenti accettabili. Ma anche questa undicesima frazione è completata ed alle 21.30-22 c’è un grande silenzio salvo l’invasione delle prime “russate” da una camera all’altra. La stanchezza, ovvio, al caso fa …novanta.


 


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