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Diario di viaggio

2° TAPPA - 27 Aprile - Desenzano del Garda - Venezia km 152

Partenza alle 8.40 dal cortile dell’albergo, sempre con la scorta dei due abilissimi vigili, in direzione Verona raggiunta a passo spedito, ma con una colonna di auto alle spalle. Poi visita all’Arena ed alla sua immensa piazza ed al famoso balcone di Giulietta e Romeo fra lunghe file di studenti. Qualcuno chiedeva se i balconi non fossero due, tanti i bigliettini di auguri e le scritta lasciate sul portale all’ingresso del più famoso cortile del mondo da rendere quell’angolo molto suggestivo ed unico. Un caffè e dopo alcune riprese televisive e fotografiche lo spostamento verso la Iveco per salutare i titolari dell’azienda veronese che ha concesso in uso i due automezzi. Nella loro piccola mensa il buon Giancarlo Corbellini si cala nei panni del dispensiere e prepara panini imbottiti di bresaola della Rigamonti che rimette in sesto, poco prima di mezzodì, stomaco ed idee. Quando si riparte sono già 24° all’ombra, ma si decide di “tirare” nella speranza di raggiungere Piazzale Roma a Venezia per le 17.30 (ma andrà buca). La sosta inaspettata per un rifornimento idrico ha portato via più di mezz’ora. Poi fra un cavalcavia e l’altro sono parecchi quelli da superare ed anche questo provoca notevole ritardo sulla tabella di marcia. I due automezzi sono a far dogana e raggiungono il gruppo a Mira ormai alle porte di Mestre. Poco prima è stato disposto un rifornimento di…banane prelevate da pochi minuti da un fruttivendolo. Unpò difficoltoso l’attraversamento di Vicenza e Padova favorito dai vigili urbani al seguito. Attorno alle 16 la notizia che non si va più in Piazza San Marco appena arrivati, ma il giorno dopo. Poco prima delle 18.30 tutti esausti, in un traffico quasi impazzito tanto è il caos, siamo nel cortile-parking dell’Hotel Bologna. In serata con Alberto Fiorin a porgere gli auguri, dopo cena, arriva anche Giovanni Pelizzoli (che ha realizzato le bici) con alcune parti di ricambio. Poi Beppe Tenti per alcuni importanti avvisi. Sergio Bianchi – non ci contava più – mette mani ad un grande pacco zeppo di pomate, di tutti i tipi, giunto da pochi minuti con corriere espresso, promessegli da un amicoe ne distribuisce a tutti.



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