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Diario di viaggio

49 tappa - Samarcanda - Jizzakh

Km: 106 ;
media oraria: 28 km/h
Dislivello in salita:m 507

Tempo di percorrenza: ore 3, 15Tappa tutta in discesa, e non solo per il dislivello che con qualche saliscendi ci porta dai 770 metri di Samarcanda ai 370 metri di Jizzakh, ma anche per le condizioni favorevoli del tempo caratterizzato da un forte e fresco vento foriero di un temporale che non arriva. Strada tutta a doppia carreggiata dal fondo quasi sempre scorrevole. Partiti alle 5,45 (dopo aver festeggiato la sera precedente con una torta il superamento dei 7.000 chilometri che costituiscono la metà della Maratona), raggiungiamo la meta già alle 8,45, con una sola sosta per bere e mangiare un po’ di frutta, precedendo addirittura il pulman con i familiari. Punto caratteristico del percorso sono le gole rocciose chiamate “Le porte di Tamerlano” in quanto costituivano il passaggio obbligato per entrare nella vallata di Samarcanda capitale del suo impero. Gianni, l’astice, cucina pastasciutta per tutti, poi i familiari riprendono la strada per Tashkent lasciando i ciclisti al giusto riposo.

Foto:
il passaggio alle Porte di Tamerlano

Ciclocronache by Alberto e Daniela

Samarcanda/Jizzax del 24/6/2005
Oggi per evitare il grande caldo decidiamo di partire alle 5.30. In realta il caldo proprio non l'abbiamo sentito perchè il cielo era coperto,e già alle 9.30 ci troviamo a destinazioneDopo tanta pianura delle tappe precedenti oggi finalmente facciamo un po di metri di dislivello. Anche il paesaggio cambia: alle distesecoltivate si alternano colline rocciose dove incontriamo la famosa porta di Tamerlano.Il gruppo per tutta la tappa procede sostanzialmente compatto anche per il vento contrario, molto sostenuto nei primi km.Incontriamo i primi paesi e veniamo accolti come il giro d'Italia, con donne e bambini che ci incitano sui margini della strada.Arriviamo in albergo e dopo un meritato riposino, all'ora di pranzoi nostri cuochi Giannie Giuseppe (aiuto cuoco) ci preparanouna succulenta pastasciutta italiana che serve anche da saluto per i familiari che ci hanno raggiunto a Bukara e che in serata rientrerannoin Italia (Mamma e Papa di Daniela, Alessia, la Pupa, il Gianni e Vanna).

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