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Diario di viaggio

61 tappa - Kashgar - Xiker

Lasciamo Kashgar alle otto di mattina ora di Pechino. In realtà è ancora buio perchè secondo l’ora solare sono solo le sei . Il fatto è che Pechino ha esteso per ragioni politiche l’ora della capitale a tutto il suo “impero” obbligando la popolazione dello Xjiniang ad adottare una propria ora locale per la vita di tutti i giorni. Il cielo è plumbeo e cade qualche goccia di pioggia, cosa eccezionale per questo clima desertico. La strada è stata rifatta di recente con un fondo perfetto e scorrevolissimo e si sviluppa con interminabili rettilinei tra le ultime propaggini della catena del Tien Shan e il deserto del Takla Makan. Il problema è il vento che ci prende d’infilata con raffiche fortissime e rende davvero faticoso pedalare e rimanere in equilibrio. Questo vento, in pieno deserto, si chiama Karaburan , “l’uragano nero” e può raggiungere la velicità di 120 chilometri all’ora. Ci fermiamo a pernottare lungo la strada in una guest house che offre cucina a base di pesce del vicino fiume.

Diario di Viaggio by Giancarlo Corbellini
La tappa by Daniela e Alberto
Oggi abbiamo iniziato ad affrontare il deserto cinese del Tarim. Siamo fortunati perché il cielo è coperto e quindi riusciamo ad evitare il grande caldo. Il paesaggio è caratterizzato da lunghi rettilinei con asfalto ottimo che si perdono in distese di sabbia e roccia di colori variopinti (rosa, rosso, verde, marrone, grigio…). Il gruppo è andato compatto per il forte vento trasversale che soffiava. Solo Daniela ha fatto la furbetta nascondendosi, quando possibile, ai lati del furgone! Questa sera dormiremo in un hotel cinese: doccia unica e camerate di 2-3-4 posti. Nella doccia come “optional” un nido di rondini e quattro rondinelle…..


Foto: “sosta banana” in un “autogrill” locale
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